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Cos’è la cosmesi termale?

Facciamo chiarezza sulla cosmesi termale.

Il Regolamento (CE) n. 1223/2009, del Parlamento Europeo, chiarisce che il cosmetico termale è un cosmetico, vale a dire una sostanza o una miscela destinata ad essere applicata sulle superfici esterne del corpo umano, come la pelle di viso e corpo, i capelli, le unghie, gli organi genitali esterni,  oppure sui denti e sulle mucose labiali e interne alla bocca, al fine di mantenerli puliti e profumati o di proteggerli, conservandoli in buono stato. Inoltre, può definirsi “termale” solo se contiene acque e sali minerali, fango e fitoestratti provenienti da stabilimenti termali italiani o esteri riconosciuti dalle autorità competenti del paese di appartenenza.

Quindi, i prodotti realizzati con formulazioni contenenti i principi attivi delle acque e fanghi termali sono cosmetici a tutti gli effetti.

D’altronde la storia ci ha sempre raccontato degli ambienti termali utilizzati non solo come spazi di convivialità, per la socializzazione e gli incontri, ma anche per scopi terapeutici.

Parliamo di un’antica tradizione millenaria, una storia legata alle civiltà del mondo antico, l’acqua era il rimedio più semplice, la cura naturale per tutto.

I primi furono i sacerdoti egiziani che gettarono le basi per una cosmesi più raffinata e funzionale. Ci sono fonti in cui è possibile trovare sofisticate ricette formulate con oli e grassi sia animali che vegetali; ma anche con cera d’api, resine, argille e fanghi.

Ma fu solo l’inizio, le realtà termali, nel mondo, sono famose, come quella di Vichy, in Francia, dove, nel 1931 un dermatologo e un profumiere fondarono la Sociétè d’Hygiene Dermatologique de Vichy  ispirandosi alle proprietà lenitive dell’acqua  vulcanica, formulando i prodotti che oggi tutti conosciamo.

 Nel 1961 Vichy, in Italia, crea un connubio con il canale farmaceutico, dando vita, qualche anno dopo a Normaderm, linea particolarmente indicata per pelli grasse.

E poi, abbiamo le nostre acque termali, da Salsomaggiore a Comano, dalle terme Stufe di Nerone a quelle di Telese e poi ancora Fiuggi, Ischia e tante altre.

SPA: Salus per aquam

Salute per mezzo dell’acqua, ecco a cosa ci riferiamo quando diciamo spa, un termine entrato a far parte delle nostre realtà, ogni qual volta abbiamo bisogno o desideriamo ricercare un pò di benessere.

La formulazione di prodotti contenenti gli attivi delle acque termali è sempre più efficace. Oggi abbiamo davvero un’ampia scelta e, reperirli, è decisamente più facile.

Il riconoscimento di un’acqua termale viene rilasciato dal Ministero della Salute, mediante un apposito decreto, all’interno del quale vengono specificate le caratteristiche dell’acqua in questione e di tutti quei parametri che dovranno essere qualitativamente e quantitativamente rispettati, nei valori limiti concessi: analitici, organolettici, microbiologici e chimico fisici.

Ciò che conta di più è conoscere bene le finalità per cui un prodotto è stato formulato e pensato. A questo proposito è importante conoscere la classificazione delle Acque Termali e delle loro peculiarità chimico-fisiche.

La cosmesi termale rientra di diritto nella cosmeceutica e nella dermocosmesi.

Ma come riconoscere le caratteristiche delle diverse acque termali?

In pratica, la configurazione idro-geografica della fonte è quella da prendere in considerazione, al momento di valutare l’acqua, la cui composizione deve rimanere inalterata durante tutte le stagioni, presentando sempre le stesse caratteristiche chimico- fisiche e organolettiche.

Vediamo insieme le acque, particolarmente indicate, come ingredienti in formule vincenti per la nostra cosmesi.

In base alla composizione chimica si distinguono in acque:

  • salse
  • cloruro-sodiche

Queste acque contengono notevoli quantità di sodio e di cloro che ne caratterizzano l’azione terapeutica.

Sono acque che vengono assunte per via orale, come bibite e le indicazioni riguardano malattie come, ad esempio, gastriti, stipsi e insufficienza biliare.

Poi abbiamo le acque sulfuree. Queste contengono consistenti quantità di zolfo, dal caratteristico odore inconfondibile (tipo uova marce) e hanno un’azione terapeutica antisettica ed anti-infiammatoria.

Possono essere assunte per via orale, ma si possono anche fare dei bagni, dei fanghi, delle inalazioni (perfette per chi soffre di sinusite e in generale per chi soffre di malattie relazionate al sistema respiratorio) e irrigazioni vaginali (per chi soffre spesso di infezioni nelle zone intime). E poi, ancora, sono indicate per malattie osteoarticolari, malattie cutanee e dermatologiche.

Un esempio di queste acque sono quelle di  Tabiano, Acqui e Sirmione.

Le acque arsenicati-ferruginose, hanno un elevato contenuto di ferro e presentano, inoltre, piccole tracce di arsenico. Hanno  un’azione terapeutica tonico-stimolante finalizzata all’aumento delle difese immunitarie.

Si assumono per via orale ma possono essere somministrate anche attraverso la balneoterapia, le inalazioni, le irrigazioni e i fanghi. In genere, vengono prescritte per che ha problemi di anemie sideropeniche, di diatesi linfatiche, ma anche per malattie della pelle e nelle nevriti. Particolarmente indicate sono le acque di Levico e di Vetriolo.

Acque solfate. Hanno una prevalenza di zolfo sottoforma di solfato. Ciò caratterizza l’azione terapeutica.

Si somministrano per via orale, ottime per la stimolazione gastrico-biliare e anti-spastica. Ci si possono anche fare dei fanghi e delle irrigazioni rettali. Perfetta è l’acqua della fonte Silene di Chianciano.

Le stesse acque, per la loro azione antisettica e mucolitica sono particolarmente indicate nei trattamenti di malattie dell’apparato respiratorio.

Poi, possiamo trovare acque carboniche, particolarmente consigliate per azioni terapeutiche e biologiche sul sistema cardio- vascolare, respiratorio, digestivo e per un’importante ossigenazione dei tessuti.  Sono acque simili a quelle bicarbonate ma presentano un tenore di gas- anidride carbonica superiore ai 300 cc/litro. Possono essere assunte sempre per via orale ma anche per balneoterapia. Sono perfette per chi ha problemi di gastriti e di disordini epatobiliari e per scompensi respiratori, cardiaci, vascolari e per patologie legate alla pelle. Un eccellente esempio sono le acque di Comano.

Le acque bicarbonate, ricche di bicarbonati soprattutto di calcio per un’azione terapeutica depurativa e stimolante.

Sono sicuramente quelle più comuni nella terapia idropinica e indicate per dispepsie, epatopatie e malattie dermatologiche. Le più famose sono quelle di Chianciano.

Un’altra tipologia molto interessante sono le acque salso-bromo-iodiche. Sono acque salse e, inoltre, presentano livelli di  cloruro di sodio e hanno elevate quantità di iodio e di bromo. Un bel mix di elementi per un’azione antinfiammatoria.

Si somministrano per balneoterapia, ma anche attraverso impacchi di fango o con inalazioni e irrigazioni. Sono perfette per chi soffre di malattie croniche delle vie aeree, malattie artroreumatiche, malattie infiammatorie ginecologiche, malattie nel linfatismo e nelle varie forme di cellulite. Un esempio su tutte è quella di Salsomaggiore.

In ultimo troviamo le acque radioattive. Non lasciatevi forviare dal termine “radioattivo”. Sono tipiche per la presenza di sostanze radioattive ma hanno azioni  terapeutiche che agiscono sulla regolarizzazione del sistema nervoso, di quello metabolico e ormonale. Si possono assumere per via orale, oppure attraverso inalazioni, balneoterapia, fangoterapia e irrigazioni vaginali.

Perfette per chi soffre di allergie, di riniti e di vaginiti croniche. Ideale per queste patologie è l’acqua di Merano.

Perchè ho voluto affrontare questo argomento? Perchè recentemente ho studiato per un Master in Cosmetologia e ho scoperto questo settore della cosmesi legato alle acque termali. Così ho deciso di approfondirlo e devo ammettere che l’argomento mi ha entusiasmato non poco. Tanto entusiasmato che ho deciso di “adottare” una linea cosmetica che, spero presto, troverete qui.

Alla prossima!!!

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