Base effetto filtro che dura 12h: tecniche, prodotti ed errori da evitare
Ottenere una base “effetto filtro” che duri 12 ore, mantenendo l’effetto long lasting promesso, è il desiderio di ogni make-up addicted e l’obiettivo di ogni make-up artist.
Ovviamente, un risultato del genere, richiede una combinazione calibrata di skincare, scelta dei prodotti e metodologia di applicazione. Ciò che si vuole ottenere, alla fine, è una pelle liscia, luminosa ma ben equilibrata, con una texture minimizzate e una tenuta prolungata, senza stratificazioni eccessive. Infatti, è importante ottenere non solo un risultato duraturo ma anche piacevole da apprezzare dal vivo.
Cominciamo dalla preparazione della pelle
Una base professionale, ma anche da perfetto profano, nel quotidiano, parte dalla preparazione della pelle.
Come ormai vi dico da sempre, una buona skin care è un ottimo investimento che vi permetterà non solo di mantenere la pelle in salute ma anche di risparmiare tempo e soldi per il make-up. Più la pelle sarà idratata e priva di discromie meno prodotto potrete utilizzare.
Il primo step, è la detersione:
- detergere delicatamente
- integrare con un ottimo tonico
- reidratare con un siero a base di acido ialuronico (a basso peso molecolare, per ripristinare l’idratazione profonda)
- procedere con una crema viso.
La crema deve essere leggera, non occludente e rispettare le esigenze epidermiche. Per pelli miste o grasse, inserite un gel a base di Niacinamide per regolare il sebo e migliorare la grana. Per la mattina è d’obbligo usare un fattore di protezione, anche d’inverno, preferite formule “velvet” o “gel-cream” che asciughino senza lasciare scie o pellicole scivolose.
L’importanza della skin care, come sempre detto, consiste nella costanza e nell’impegno continuo, anche quando si è stanchi e si diventa pigri. Solo in questo modo, riusciremo a ottenere i risultati sperati.
Primer e correzione ottica
Il primer non è opzionale: prodotti con silicone volatile (dimethicone, cyclopentasiloxane, attenzione solo alle ultime normative) levigano i pori e creano un film uniforme.

Per la zona T, un buon primer opacizzante con polimeri assorbenti, garantirà un risultato opaco sulla fronte e sul naso, dove tendenzialmente si forma un accumulo di sebo. Sulle aree secche applicate un primer idratante con glicerina o squalano. La correzione cromatica permetterà di usare meno fondotinta, riducendo il rischio “cake”.
Il primer è una fase funzionale perchè ottimizza l’adesione, perfeziona la levigatezza e ne amplia la durata. Sceglietelo in base a zone e a quelli che sono i bisogni della vostra pelle.
Vediamo alcuni esempi:
1) Levigante/pore-filling (silicone volatile + polimeri elastomerici).
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Quando usarlo: quando si hanno i pori dilatati e c’è bisogno di regolarizzare la zona T.
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Come applicarlo: quantità minima, press & roll solo dove serve.
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Esempi:
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Benefit The POREfessional (classico pore-blurring)
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Smashbox Photo Finish Smooth & Blur (equilibrato, universale)
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Make Up For Ever Step 1 Pore Minimizer (più “grip”, professionale)
- Kryolan HD Micro Primer 20 ml (migliora l’applicazione del trucco)
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2) Opacizzante/anti-sebo (assorbenti + filmogeni)
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Quando usarlo: in presenza di zone che tendono a lucidarsi e in contesti ad alta temperatura/umidità.
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Tip: stendete un velo sottile e lasciate in posa per 60 secondi prima del fondotinta.
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Esempi:
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Hourglass Veil Mineral Primer (opacità soft, anche sotto flash)
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Fenty Beauty Pro Filt’r Mattifying Primer (tenuta forte su T-zone)
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Huda Beauty Matte Perfection (controllo lucido marcato)
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3) Idratante/gripping (umettanti + polimeri adesivanti)
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Quando usarlo: vanno bene per pelli normali e secche.
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Tip: perfettamente compatibili con i fondotinta soft-matte per evitare l’effetto gessoso.
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Esempi:
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Milk Makeup Hydro Grip (glicerina + estratti, per una forte “presa”)
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e.l.f. Power Grip (alternativa più accessibile di quella precedente)
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Lancôme La Base Pro Hydra Glow (idratazione + luminosità controllata)
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4) Illuminante/soft-focus (microsfere ottiche, mica trattata)
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Quando usarlo: sicuramente con un incarnato spento, ma cercate di evitare aree con pori evidenti.
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Metodo d’impiego: applicazione selettiva su zigomi e contorni, non va bene per tutto il viso.
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Esempi:
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Laura Mercier Pure Canvas Illuminating
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NARS Radiance Primer SPF 35 (luminosità + protezione)
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Charlotte Tilbury Wonderglow (glow diffuso leggero)
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5) Correttori cromatici (CC primer)
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Quando usarli: per neutralizzare zone con evidenti discromie.
- Come usarli: sempre per zone, con il metodo spot concealing. Se volete sapere come farlo, vi lascio questo articolo.
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Esempi
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Rossori diffusi: Erborian CC Red Correct (verde che diventa beige)
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Discromie/occhiaie bluastre: Make Up For Ever Step 1 Color Corrector (pesca/albicocca)
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Incarnato grigio/olivastro: Becca Backlight Priming (nota calda—se reperibile) o NYX Marshmellow/CC mirati (opzioni budget)
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6) SPF “primer-like” (solo per la mattina)
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Quando usarlo: se si vuole evitare un effetto stratificato.
- Come usarlo: va bene usarlo su tutto il viso.
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Esempi:
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Supergoop! Unseen Sunscreen SPF 30/40 (siliconico, blur, zero scia)
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Shiseido Urban Environment Oil-Free SPF 42 (più matte)
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Scelta del fondotinta
Per 12 ore di resa, prediligete dei fondi con claim long-wear e che garantiscano una coprenza media modulabile e un finish naturale. Le formule transfer-resistant, con polimeri filmogeni, garantiscono durata senza un effetto maschera.
Assicuratevi il sottotono, alla luce naturale e non con uno swatch sul dorso della mano ma sul tratto mandibolare. Una corrispondenza esatta limita l’ossidazione percepita. Evitate texture eccessivamente luminose soprattutto su pelli oleose: meglio aggiungere un glow mirato con illuminanti liquidi dove serve.
Come applicare correttamente il fondotinta
Potete fare ricorso a diverse tecniche, molto dipende dal tipo di finish che volete ottenere, oltre all’obiettivo principale che rimane la durata. Vediamole insieme:
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Micro-layering: applicate una quantità minima, un pò alla volta, costruendo la coprenza in velature sottili, fino a quella desiderata.
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Press & roll: con l’ausilio di una spugna umida e ben strizzata, pressate il prodotto nella pelle per eliminare striature e massimizzare l’adesione.
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Brush + sponge: stendete con un pennello piatto, tipo duo-fibre per uniformare e poi rifinite con sponge (sempre bagnata e ben strizzata) per fondere i bordi.
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Concealer mirato: usate un correttore a lunga tenuta, solo dove serve (occhiaie, imperfezioni), fissando immediatamente con un velo di cipria.
Un fissaggio “intelligente”
Usate una cipria micronizzata (talco trattato, silica sferica o amido di riso raffinato) che controlla molto bene la lucidità senza appesantire. Preferite una cipra translucida, in polvere, con un trito molto sottile.
Applicatela con un puff tramite pressing sulle zone critiche (fronte, naso, mento) e con un pennello morbido sul resto del viso. Evitate un baking prolungato su pelli secche o mature, il rischio è che enfatizzi le linee d’espressione. Concludete con un setting spray a base di polimeri (PVP, VP/VA copolymer) per “saldare” gli strati. Un ottimo fix è quello di Kryolan che va a impermeabilizzare il lavoro.
Manutenzione durante la giornata
Potrebbe comunque verificarsi l’esigenza di andare a ritoccare il trucco, durante l’arco della giornata.
Quindi, tamponate la zona T con cartine assorbenti prima di eventuali ritocchi, o con un tamponcino realizzato da noi, con un pò di cipria in polvere libera e avvolto in un sottile strato di una velina. Aggiungete un velo di polvere solo se necessario: la chiave è togliere l’olio, non aggiungere strati.
Qualche ultimo consiglio al fine di evitare errori nei quali è facile incappare:
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Skincare incompatibile: creme troppo ricche sotto il fondotinta long-wear compromettono l’adesione.
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Eccesso di prodotto: più strati non significano più durata; aumentano cracking e separazioni.
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Primer sbagliato: un primer illuminante su pori dilatati li evidenzia; puntate a finish differenziati per zona.
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Ciprie riflettenti in flash: alcune formule con silica pura possono creare l’antiestetico effetto flashback.
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Rispettare i tempi di “set”: lasciate assorbire ogni strato per almeno 30–60 secondi prima del passaggio successivo.
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Spray profumati o alcolici aggressivi: possono disidratare e frammentare la base nel tempo.
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Miscelare SPF con il fondotinta: diluisce entrambi e altera la performance, meglio stratificare correttamente.
L’uso di prodotti di qualità, in sinergia con un uso tecnico e con una buona base di skin care, regaleranno un risultato di grande soddisfazione, con minima necessità di ritocco e massima resa in foto e dal vivo.
Alla prossima!!!

