Make-Up

Il lavoro del truccatore dopo la quarantena

Come sarà il lavoro del truccatore dopo la quarantena?

Sarà bello ed entusiasmante come prima? Ma, soprattutto, potremmo ritornare a fare il nostro lavoro?

A questi quesiti, purtroppo, non ci sono ancora risposte precise. Si vive molto alla giornata, o almeno, è quello che faccio io.

Come cambierà il lavoro del truccatore dopo la quarantena?

Ce lo stiamo chiedendo in tanti, ma non ci sono sufficienti linee guida.

Di sicuro, bisogna cominciare dall’abc.

Nei giorni passati, ho visto i post di alcuni colleghi, che elencavano le norme di igiene da adottare. Quello che mi è balzato subito all’occhio è che si trattava di cose già all’ordine del giorno.

Voglio dire, pulire i pennelli, tenere in ordine il kit, disinfettare tutti i tools a nostra disposizione. Pulire la postazione di lavoro, insomma, sono cose che non andrebbero neanche annoverate.

Eppure qualcuno lo ha fatto. Forse, perchè igiene, ordine e pulizia, non sono proprio alla portata di tutti, o comunque non viene dato così per scontato.

In effetti, qualche volta, mi è capitato di buttare l’occhio in alcuni kit e, sebbene non mi piaccia esprimermi sul lavoro dei colleghi, devo dire che non mi sono trovata poi così tanto in linea, nè con il modo di tenere il kit da lavoro, nè di gestire spazi e superfici.

Come iniziare a lavorare dopo la quarantena.

Allora, comincio con il precisare che, quando questo periodo di lockdown sarà terminato, non vorrà dire che siamo fuori pericolo.

Significa che possiamo riprendere, poco a poco, con le dovute precauzioni e continuare a mantenere il distanziamento sociale che mi mette al sicuro.

Questo vuol dire che avvicinarci alla cliente sarà davvero complicato.

Ad ogni modo, io ho già cominciato a procurarmi:

  • una mascherina (sto usando quella che normalmente utilizzo quando mi occupo di unghie)
  • la visiera di protezione
  • guanti in lattice
  • igienizzanti di vario uso e densità
  • un rotolone di carta
  • diversi applicatori monouso
  • un termometro per misurare la temperatura in modo istantaneo.

Credo che per il momento sia tutto. In ogni caso, sono sempre pronta a prendere nota di qualcos’altro e a procurarmelo in tempi rapidi.

I pericoli, i rischi e le difficoltà

Cominciamo dalle difficoltà. Ieri pomeriggio sono scesa allo studio, per mettere in ordine e perchè era arrivata la nuova collezione di Nabla Cosmetics da sistemare e da consegnare alle clienti.

Sono stata in negozio per ben tre ore, sempre con la mascherina e i guanti, la visiera la tenevo a portata di mano. Un delirio! La mascherina mi dava continui giramenti di testa (mi hanno detto che è questione di abitudine). Comunque, mi sentivo impedita negli spostamenti, ci ho messo un pò ad ignorare di averla sul viso.

I guanti rendono alquanto complicate le manovre d’azione. Tutto è più rallentato nei passaggi, avevo difficoltà ad acquisire manualità. Anche in questo caso ci ho messo un pò ad avere come la sensazione di non indossarli.

Di solito quando lavoro mi concedo solo di portare l’anello di fidanzamento e l’orologio, ma penso che da questo momento non porterò più niente, altrimenti con i guanti diventa complicato e poi vorrei evitare quante più punti di appoggio e di contatto possibili.

Ho fatto un tentativo anche con la visiera. Tenendo anche la mascherina, si appannava tutto. Senza la mascherina andava un pò meglio ma avevo come la sensazione che la visibilità fosse ridotta. Non ho fatto molti tentativi con la visiera, quindi vi farò sapere più in là.

Al momento il decreto non prevede ancora la possibilità di fornire servizi, pertanto sono rimasta chiusa tutto il pomeriggio in negozio Non ho fatto entrare nessuna cliente. Purtroppo, chiedendo scusa e affidandomi alla loro comprensione, le ho lasciate davanti alla porta ad attendere i prodotti.

Non ho fatto provare nessuna referenza della collezione, come ho sempre fatto.

Hanno acquistato il prodotto, avendolo visto nelle mie stories, e dal vivo, sempre a distanza, a porta aperta.

Alcune avevano già prenotato e mi avevano avvisato che sarebbero passate.

In questo modo, mi hanno dato la possibilità di organizzarmi e hanno trovato già tutto pronto ed impacchettato.

Quello che posso assicurarvi è che è una questione di abitudine e di creare nuove impostazioni lavorative, per adeguarsi ai decreti ma, soprattutto, per proteggere noi e i clienti.

Per quanto riguarda il contatto con i clienti, nel senso di poter operare su di loro, credo bisognerà ingegnarsi davvero tanto.

Per cominciare, io misurerò a temperatura e di sicuro avrò sempre guanti, mascherina e visiera.

Come cambierà il lavoro del truccatore dopo la quarantena?

Beh, toccare il cliente sarà praticamente impossibile, quindi per realizzare una skin care di preparazione bisognerà armarsi di pennelli a parte, spatole monouso, una vagonata di cotton fioc.

Tutto questo al fine di procedere ma senza toccare in modo diretto la cliente.

Per una questione di cortesia e di professionalità, mi misurerò anche io la febbre davanti a loro e ovviamente mi farò già trovare provvista di mascherina e guanti che cambierò, dopo essermi disinfettata le mani, prima di cominciare.

La postazione la disinfetterò io personalmente e apporrò, sul piano di lavoro, una protezione di carta, sempre monouso.

I pennelli e tutti i tools da riutilizzo saranno già sterilizzati e disinfettati precedentemente.

Il mio consiglio? Procuratevi tanti pennelli o cercate di ottimizzare il loro utilizzo. In modo da non dover riutilizzare gli stessi pennelli su di un’altra persona. Ciò comporterebbe, di nuovo, il processo accurato di pulizia e disinfezione. In poche parole, ci vuole tanto tempo. Quindi, ottimizzate e imparate ad essere pratiche.

Il pericolo, ovviamente, è sempre quello di essere esposti al contagio, specie se non si fa un corretto uso dei dispositivi di sicurezza.

E poi, c’è la possibilità di incombere in sanzioni e multe di vario genere, rischi comunque da mettere in conto.

Ammettiamolo! Non è e non sarà facile. A me, per esempio, è sempre piaciuto stare allo studio, anche senza clienti, in mezzo alle mie postazioni, gli scaffali pieni di prodotti, tutti i trucchi.

E poi, ricevere le nuove collezioni, catalogarle, sistemarle sui ripiani, mostrarle alle clienti.

Far provare i prodotti, eseguire prove trucco.

Invece, l’unica persona che potrò truccare, al momento, con i nuovi prodotti Nabla Cosmetics, sono io.

Come cambierà il lavoro del truccatore dopo la quarantena?

Ci saranno notevoli cambiamenti, a parte quelli già esternati che nessuno, al momento, può prevedere.

Il mio consiglio? Cominciate ad organizzarvi, a procurarvi quelli che sono già i basici dispositivi di sicurezza e gli strumenti monouso, prima che ci sia la ressa e vadano sold out, in modo da non trovarvi impreparate.

E poi, ancora, pensate ad escogitare qualche modo per riciclarvi. Magari cercate solidarietà presso qualche collega, in modo da unire le forze.

Bisogna trovare dei piani B. Io stessa penso, di cominciare qualche collaborazione alla fine di tutto, perchè non sono sicura di potercela fare da sola.

Non c’è nulla di male ad ammettere di non essere sicuri di rientrare in carreggiata. Siamo tutti sulla stessa barca.

Quindi nessuna vergogna ma testa alta. Sempre!

Nuovi obiettivi e nuovi orizzonti.

Un altro consiglio, che io ho già messo in atto, è stato quello di mettermi a studiare.

Ho approfittato, e continuo a farlo, per approfondire argomenti che avevo in sospeso. Soprattutto per quanto riguarda la parte estetica, che non sempre nelle accademie e nelle scuole viene insegnata a dovere.

Mi sono preparata delle dispense da rilasciare alle mie clienti quando potranno tornare a fare le lezioni di self makeup. Oppure a corredo delle mie consulenze che, tra l’altro continuo a farlo.

Di solito, per mancanza di tempo, spiego tutto in modo orale. Ora avranno delle semplici linee guida per iscritto. Giusto per arricchire i servizi che ho sempre erogato ma con quel quid in più che farà la differenza.

Questa, al momento, è la mia testimonianza diretta e aggiornata.

Man mano che procedo, cercherò sempre di aggiungere nuovi particolari.

Una piccola precisazione: LikeMakeUp funziona fisicamente ma ha continuato ad essere attivo online.

In teoria, la mia attività di commerciante avrebbe potuto non interrompersi e questo perchè, i prodotti che vendo, soprattutto quelli per la skin care, rientrano nella categoria di beni primari.

Quindi, in teoria, avrei potuto continuare a mantenere la fisicità del mio negozio.

Se, ho chiuso il negozio, mettendomi in quarantena, è stata per una cortesia nei confronti dei miei clienti e per un senso di responsabilità verso mia figlia e verso me stessa.

Aver riaperto, in questo momento, per me è stato un dovere.

Lo Stato non mi corrisponde nessun benefit o bonus, e questo perchè mi concede la possibilità di lavorare.

Quindi, se non lavoro, sono problemi miei. Se guadagno o non guadagno, dipende solo da me.

Però, sapete una cosa? Ho deciso che va bene così. Non voglio lamentarmi e caricarmi di odio.

Io voglio lavorare, anche se a costo di sacrifici. Voglio andare avanti, nonostante tutto. Voglio continuare a nutrirmi di entusiasmo e a farmi forza con il coraggio che non mi è mai mancato e, men che meno, mi mancherà adesso.

Sto bene, sono in salute e già solo per questo mi ritengo fortunata.

Quindi, forza! Ora tocca a voi!

Come cambierà il lavoro del truccatore dopo la quarantena?

Non lo sappiamo, ma andiamo avanti per scoprirlo. Forse, alla fine di tutto, sarà solo questione di assestamento e tra qualche mese tornerà tutto come prima e nulla sarà cambiato.

Avremo solo più consapevolezza e più amore per il nostro splendido lavoro.

Alla prossima!!!

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