Make-Up

La base per occhi

Cos’è la base per occhi? E poi, è davvero necessario usarla? Se sì, quando? Sempre? Solo per ottenere un trucco long lasting?

Un argomento che spesso viene sottovalutato, altre volte riproposto prepotentemente: il primer occhi.

Su questa tipologia di cosmetico è stato detto di tutto e di più. In questi ultimi anni ci sono state diverse evoluzioni, e scuole di pensiero, sull’utilizzo dei primer per occhi.

Anche la cosmesi si è messa in gioco, riformulando gli stessi prodotti per cercare di garantire delle performances sempre più alte, per gli standard richiesti.

L’esigenza di utilizzare un primer per occhi è, principalmente, quello di far durare di più il trucco occhi.

Inoltre, di controllare al meglio l’effetto di fall out di alcune polveri da occhi e di conferire al make up una resa eccellente.

Bisogna anche dire che, alcuni primer, hanno anche delle ulteriori caratteristiche tra cui, preparare la palpebra, qualora fosse un pò troppo oleosa e annullare eventuali discromie palpebrali, rendendo uniforme il colorito, in modo da evitare squilibri di ombre nel trucco.

La base per occhi: i primer di prima generazione

In principio erano loro, che andavano per la maggiore: il primer Shadow Insurance di Too Faced e il Primer Potion di Urban Decay.

Io li utilizzavo entrambi, a fase alterne, dipendeva da cosa riuscivo a reperire in qualche modo, ed ero contentissima! Ne bastava veramente poco e mantenevano davvero ciò che promettevano.

Avevo solo una leggera preferenza per lo Shadow Insurance, lo trovavo semplicemente più facile da gestire, a differenza del Primer Potion, che era un pò secco, quindi andava steso velocemente.

Se parlo al passato non è perchè questi prodotti non sono più in commercio, al contrario! Sono solo cambiate le mie priorità, i miei interessi e, soprattutto, ora ce ne sono molti di più tra cui scegliere.

Subito dopo questo periodo di successo, hanno fatto capolino, grazie ad un consistente passaparola, i Paint Pot di Mac Cosmetics.

Paint Pot Mac Cosmetics Italia

La loro particolarità consisteva, e consiste, nel fatto che oltre ad essere una buona base per un trucco occhi, hanno anche una leggera pigmentazione, ovviamente modulabile, che va ad enfatizzare il colore dell’ombretto oppure ad implementarlo.

Io, quando ci fu il boom, mi accaparrai subito quelli che andavano per la maggiore: Soft Ochre e Paintarly.

Inoltre, ad ogni collezione, Mac Cosmetics ne proponeva di nuovi e via, quindi di collezione e in pratica, si faceva a gara a chi ne aveva di più.

Dopo i Paint Pot, nel tempo due li ho dovuti buttare perchè erano belli i colori ma li utilizzavo poco per la loro scarsa versatilità, ho smesso di usare primer occhi. Questo perchè, intanto, avevo scoperto la pencil technique (vi lascio qui l’articolo per saperne un pò di più su questa tecnica)

Per questo, fondamentale presenza nel mio beauty da lavoro, erano le matite occhi, quelle buone, morbide al punto giusto ma non troppo dure e rigorosamente non waterproof.

Matite Pencil Technique

Diciamo che sono andata per fasi alterne, oppure cercavo di valutare il make up per l’occasione e, di conseguenza, decidere cosa utilizzare.

Il principio è che si si conoscono bene i prodotti, il loro utilizzo e come lavorarli al meglio, tutti sono più o meno validi.

Cosa utilizzo oggi per la base per occhi

L’esperienza, gli studi, il mercato della cosmesi costantemente in aggiornamento, mi hanno portato a scelte un pochino diverse.

Va da sè che ho anche sperimentato altri tipi di primer, con cui non mi sono trovata bene. Altri, invece, li ho un pò snobbati perchè, in presenza di una palpebra senza particolarità discromie o problematiche di diversa natura, si può, tranquillamente, asciugare la palpebra con una buona cipria in polvere libera. In seconda battuta, si può aggiungere sotto un goccio di un buon correttore, non troppo morbido o pastoso, e procedere in pencil technique o con una preparazione a matita, scegliendo magari anche colori alternativi, matte o con leggere iridescenze, ai classici neutri.

Pencil Technique

Da qualche mese a questa parte ho scoperto il primer occhi di Mac Cosmetics Italia, con il quale mi trovo molto bene. Un primer asciutto al punto giusto. Ne basta davvero pochissimo, si lavora facilmente con il polpastrello e permette subito di lavorarci sopra.

Primer Occhi Mac Cosmetics Italia

Io uso il 24 Hours. Mi ci trovo benissimo perchè mattifica la palpebra e ci si può subito lavorare sia direttamente con le polveri che con una matita prima.

Ultimamente, ho ricomprato i Paint Pot, sempre di Mac.

A parte la riconferma di Soft Ochre, ne ho aggiunto un altro su consiglio di un collega, il Groundwork. Ho scelto questi due perchè sono utilizzabili per qualunque tipo di make up look.

Il primo ha una discreta pigmentazione giallastra, simile al colore della palpebra, quindi perfetta per abbattere qualunque discromia e per rendere uniforme la base. Inoltre, conferisce luminosità agli ombretti soprattutto a quelli matte. Lo si può utilizzare incondizionatamente per qualunque tipo di struttura make up, perfettamente compatibile con un primer,al di sotto e perfetto per la pencil technique.

La scelta del Groundwork era perchè ne volevo uno un pò più scuro. Infatti si presenta con una pigmentazione che vira ad un marroncino freddo, tipo tortora, ma molto più delicato. Perfetto per velocizzare le tempistiche di realizzazione per uno smoky.

Questi sono i miei must have nel beauty.

Nella cinta delle matite non mancano mai: una matita marrone scuro, freddo, un viola scuro (sempre freddo), una matita grigio scuro e una nera.

Ultimamente ne ho scoperta una molto bella di Nars, Burgundy. Splendida, un color vino molto brillante e luminoso, perfetto anche come eyeliner, da utilizzare con maestria per una pencil technique, perchè asciuga rapidamente e, a volte, la uso anche per le labbra, sia come contorno che come colore proprio.

Devo dire che non li uso singolarmente, a volte tendo a matcharli, altre volte li uso tutti insieme. Molto dipende da cosa andrò a fare, da che tipo di risultato voglio ottenere, che definizione mi serve e soprattutto mi baso sulla durata e sul tipo di cliente sul quale vado a realizzare il make up, tenendo conto di caratteristiche come sudore, temperature e contesti paralleli.

Per questo punto, non ho un consiglio preciso, si tratta di sperimentare e di valutare al momento (sperimentare è la parola chiave).

Queste le mie scelte e anche le mie proposte. Se ne avete altre fatevi avanti, anche per un costruttivo confronto e per darmi qualche idea in più (sono molto pigra, tendo a standardizzarmi facilmente).

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Alla prossima!!!

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